{"id":1407,"date":"2014-04-07T11:48:56","date_gmt":"2014-04-07T09:48:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.larecherchestudio.com\/lr\/?p=1407"},"modified":"2014-06-10T12:00:21","modified_gmt":"2014-06-10T10:00:21","slug":"arcano-xiii","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.larecherchestudio.com\/lr\/arcano-xiii\/","title":{"rendered":"Arcano XIII"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1411\" alt=\"jpg\" src=\"http:\/\/www.larecherchestudio.com\/lr\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/jpg1-300x242.jpg\" width=\"300\" height=\"242\" srcset=\"http:\/\/www.larecherchestudio.com\/lr\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/jpg1-300x242.jpg 300w, http:\/\/www.larecherchestudio.com\/lr\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/jpg1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h4>Arcano XIII<\/h4>\n<h5>Mi hanno detto che te ne sei andata, con un lento respiro strozzato nel mentre. Ed io non c\u2019ero.<\/h5>\n<h5>Ti sei portata via la dichiarazione di guerra del 40, un\u2019 Ardea 4 porte, le botte di quell\u2019orco di tuo marito, la foto di quel pomeriggio sul selciato di Piazza dei Cinquecento e Paoli che algido cantava,\u201cSassi\u201d. E poi ancora una delle prime protesi all\u2019anca in titanio. Eri zoppa.<\/h5>\n<h5>Mi \u00e8 parso di vederti in quell\u2019 attimo, mentre qualcuno che ti reggeva la testa. Ho sperato che ti tenesse la mano, mentre nell\u2019 altra la tazza tracimava di paura.\u00a0Fuori le montagne recitavano mute l\u2019impeccabile copione di sempre. Un\u2019alba sovrana incespicava, tra incubi non ancora sedati del tutto. La grande vetrage friggeva a fuoco lento la tua stanza d\u2019ospedale. Tutto inutile, compresa questa insipida rappresentazione, che nulla ha a che fare con l\u2019orrore che hai provato lasciandomi.<\/h5>\n<h5>Io ero lontano dal tuo letto. A fare una consegna in Emilia e non sapevo quanto tu fossi grave. L\u2019ennesimo trasloco. \u00a0Pieno di paura che qualcuno mi fermasse per dirmi che avevo esagerato con il carico. Alla notizia che te ne eri andata per sempre, mi fermai con due ruote nel fosso della cunetta a farti compagnia.\u00a0Il motore spento, e spenta anche la radio. Il fiume che la strada aveva rincorso fin l\u00ec, ingrassava indolente l\u2019ansa alla mia sinistra. La bottiglia che era sul sedile di destra, ciondolava con me. Dissi a me stesso, che tu mi avresti detto di continuare il mio viaggio e poi raggiungerti. \u00a0Non potevo voltarmi, e carico com\u2019 ero, ci avrei messo un giorno a tornare indietro.\u00a0Se mi fossi svuotato anche io, sarei stato pi\u00f9 veloce a venire da te. Scaricato tutto ripercorsi la strada all\u2019indietro, cos\u00ec come si rilegge lo schifo impietoso di un esame andato male. Il solito 5 che poteva passare al 7.<\/h5>\n<h5>Nel pomeriggio passai all\u2019ospizio a prendere i tuoi vestiti e l\u00ec ebbi la certezza di quanto era successo. Raccattai le tue modestie, gli occhiali, la radio, i tuoi denti, il comodino che ti, eri comprata, credendo che fosse bello. Le fotografie dei tuoi cari, e quell\u2019infinito grumo d\u2019amore che ti strappava per sempre da me, senza che ci fossimo perdonati per bene. \u00a0Passai dalla tua casa natale per prendere dei fiori, se mai ce ne fossero stati di pronti. Lungo la strada verso il tuo corpo, non ho fatto che fermarmi per cogliere i pi\u00f9 freschi. Dai giardini abbandonati degli altri, dagli alberi d\u2019aprile. \u00a0\u00a0Dal quel piccolo tedio di rovi e di sassi dal quale siamo sortiti entrambi malconci.<\/h5>\n<h5>Il mattino successivo ti ho trovata vestita come una regina che va in sposa, con la lunga veste bianca di tua madre che ti eri conservata per l\u2019occasione. Gli eccessi ormai spenti, ed avvolta da un vago puzzo di bosso, sparso nell\u2019aria.<\/h5>\n<h5>Due giorni dopo, mentre aspettavo il turno che ti avrebbe resa cenere, feci visita ad un cimitero qualsiasi. \u00a0La sterminata palude dei tuoi nuovi amici. Quelli che ci sembrano un film, e che non siamo noi. Quel maculato e scomposto recitare del tempo attraverso la muffa. Vite perfette e ragionevoli lapidi meste. Se ne erano andati come te, onesti ed esemplari lasciandoci da soli, con la colpa di non aver compreso, assolutamente nulla.<\/h5>\n<h5>Ti ho raccolta calda come un pane appena sfornato, nascondendo l\u2019urna di vetro in tasca come un ladro e lento, ho assorbito l\u2019ultimo tuo calore tra le mie mani, impotenti nel darti pace. Tra la cenere delle tue ossa, qualche piccolo pezzo di metallo brillante. La protesi. Ora sei sul mio tavolo. Per sempre.<\/h5>\n<h5>Ogni notte ha spinto perch\u00e9 uscissero queste parole, allo stesso modo come una larva a fatica, ha spostato la misera terra che la copre. Caro Omero. Cari Helmer, Berta e Tom. \u00a0Caro Lucio anche tu. Cara madre. Caro dormire sulla collina \u201cfinch\u00e9 il grano non sia maturo per la falce\u201d.<\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Ho chiesto di avere soltanto il tuo orologio a muro come tuo ricordo. \u00a0L\u2019ho fatto riparare perch\u00e9 tu mi aiutassi a scandire il tempo che mi rimane, e non dico per ritrovarci. Non pretendo pi\u00f9 nulla, ma sono stato tuo figlio s\u00ec. Ciao.<\/h5>\n<h4>p.c. \u00a9 all rights reserved www.larecherchestudio.com<\/h4>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Lucio Dalla - Ciao (Videoclip)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Hu80uDzh8RY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arcano XIII Mi hanno detto che te ne sei andata, con un lento respiro strozzato nel mentre. Ed io non c\u2019ero. 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